Blu interrogativo

Preferivi fumare in piedi: un punto interrogativo, la luce blu il buio e la messa in onda intermittente di una strategia maldestra. Ancora cinque minuti! – ti metto un bacio sulla bocca poi ti lascio andare via (nella mente il chiodo fisso del tuo quadro alla finestra).

Attesa

Volerti è accettare un pavido incedere del tempo che alimenta e consuma questa mia brace d’attesa. Nel mezzo torno a ciò che di tuo permane e mio malgrado ricordo. Non sei tu, ma la consolazione dolce di tutto ciò che ti riguarda.

A.

Fino alla pallida luce Del primo mattino: Un trasognato sguardo azzurro E una cascata di capelli. Chiaro Come Narciso e il suo riflesso Sdraiato sull’ansa del mio Stupore.

Pioggia

Anziani dietro alle tue spalle di uomo. Le chiacchiere della buona domenica, i sorrisi partecipi tra il rumoreggiare delle auto di fianco al nostro abbraccio. Chissà che pensano di due giovani che si tengono? La tua bocca che mi trova, il tuo viso davanti e la pioggia sulla mia fronte.

Serendipità

Mentre fuori quasi albeggia ed il rumoreggiare della pioggia mi fa compagnia con il ricordo di te, io mi sento strana io mi sento a casa. In che sogni mi hai sognato, in che paesi lontani hai sbrogliato il tuo filo dorato. E quanto è lungo il tuo complesso dipanare che è giunto fino a me intatto, inviolato. Ti aspetto … Continua a leggere

Il bracciale

Quanto misura la giusta distanza dalle cose per arrestare il battito ambiguo di un cuore empatico? Sulle banchine della stazione vige l’imperativo categorico di tenere gli occhi fissi sulle scarpe, il corpo lontano dai corpi e un’espressione di scudo e distacco dall’invadenza pruriginosa di certi sguardi. La tirannia del più debole -questa cattiveria pratica, il suono melenso di un’idiozia, la … Continua a leggere

L’onda

Bisogna fingere il distacco e la distanza dalle cose per non venirne travolti come durante una tempesta nel mezzo dell’oceano. C’è chi ha paura del turbinio delle onde e dei temporali, -della natura che s’incazza e ti soverchia- e della profondità dell’acqua. Io no anche se mi vedo arrivare incontro l’onda da lontano che di lì a pochi istanti mi … Continua a leggere

Febbraio

La primavera a febbraio è come l’inganno d’amore di una lucida puttana: questo lirico cielo da impressionisti, l’ostinazione di un giorno che non vuole smettere di accadere, i miei capelli mossi da una brezza di profumi fragranti. Tutti e cinque i sensi mi invitano a sdraiarmi sopra all’erba e sotto ad una coperta e a smettere di contare. Non ci … Continua a leggere

Colibrì

Sto pensando al tempo, e sto pensando allo spazio. A quel punto preciso in cui l’ala di un aereo sospeso nell’azzurro indaco fende particelle di luce ed aria rarefatta. A quella frazione di secondo che mi riporta all’immagine di un minuscolo uccello -che fende l’aria con le ali ottanta volte durante un solo battito di ciglia- sospeso sopra ad un … Continua a leggere

L’acqua nella mano aperta

E’ qualcosa che scivola via. Come uno sguardo sfuggente o una sottana di seta lungo i fianchi. E’ un pensiero che mi abbandona come l’acqua la mano aperta come la mente che s’addormenta tra le lenzuola del sonno. Tengo gli occhi fissi sul viso di lei che sembra una canzone da fischiettare mentre si percorre una strada soleggiata. Tengo tutto … Continua a leggere

Macchie d’Inchiostro

Sono le ombre scure che hai attorno agli occhi, l’arabesco sulle dita e quella sfumatura di sigaretta. Ti confessi chiuso in un torpido guscio di noce in un amore segreto come il sogno delle mosche. Mi racconti di un pensiero rosso sul cavalcavia della convalescenza, la presenza di una musa con capelli acconciati in rima. Ci sono macchie d’inchiostro sulla … Continua a leggere

Un uomo

Voglio scrivere di te di quel capello stanco dell’occhio aperto e il sopracciglio arcuato. Hai una maschera bianca di quiete sulla fronte un ventre molle rigonfio di speranza. Ti porti appresso un paio di spalle che fanno a spallate contro ai muri delle chiese una voce ancestrale di lingua muta che pronuncia balbettando troppi nomi di donna. Le tue mani … Continua a leggere

Testa d’ariete

  Testa d’ariete con quegli occhi che cambiano colore quando il tempo cambia sei un folle, uno scapestrato, un animale che annusa i marciapiedi del mondo. Testa d’ariete, ricordi il mio incubo che ti ha colto nel sonno, ha spezzato il tuo abbraccio? Erano i fantasmi del mio amore sepolto che venivano a grattare alla porta. Sono una farfalla furiosa, … Continua a leggere

La pietra

La mia rabbia viva famelica divora pezzi di passato travolge case tavoli siepi pezzi d’asfalto. Le altalene stanno cigolando. Tornerò muta come una pietra. Non saprò più ascoltare il suono del tuo nome. Me ne resterò in piedi dritta spenta come un lampione.

Le mani

Capita spesso che un paio di belle mani mi scherniscano. Magari sono mani da pianista oppure mani da scrittore in erba. Mi studiano come fossero occhi e mi lasciano intendere quanto la mia incoerenza le farebbe scrosciare in applausi. Ci sono mani che si fanno aspettare. Ci sono mani molto testarde. Ci sono mani che mi fanno voltare indietro. Ci … Continua a leggere

Dimentico i baci

Dimentico i baci che servivano la mia ansia come mamme amorevoli giungono al figlio. Dimentico carezze lotte morbide abbracci solo la domenica, grazie, quando l’ambizione era a riposo. Dimentico parole come pilastri che reggevano il tetto del dolore e sono andate a spegnersi in un pacato mormorio di resa. Dimentico gli sguardi di traverso al tavolo degli amici che sono … Continua a leggere