Blu interrogativo

Preferivi fumare in piedi: un punto interrogativo, la luce blu il buio e la messa in onda intermittente di una strategia maldestra. Ancora cinque minuti! – ti metto un bacio sulla bocca poi ti lascio andare via (nella mente il chiodo fisso del tuo quadro alla finestra).

Attesa

Volerti è accettare un pavido incedere del tempo che alimenta e consuma questa mia brace d’attesa. Nel mezzo torno a ciò che di tuo permane e mio malgrado ricordo. Non sei tu, ma la consolazione dolce di tutto ciò che ti riguarda.

A.

Fino alla pallida luce Del primo mattino: Un trasognato sguardo azzurro E una cascata di capelli. Chiaro Come Narciso e il suo riflesso Sdraiato sull’ansa del mio Stupore.

Il fantasma

È stato ad agosto. C’eravamo solo io, la vecchia Bessi, la polvere bianca di gesso che si alzava dallo sterrato ed il frinire ipnotico delle cicale. Era mezzogiorno e mezzo, quasi l’una e c’era quel caldo opprimente da colonia estiva che ti fa pensare alla siesta dopo al pranzo: alle spiagge deserte con le creste degli ombrelloni mosse dallo scirocco; … Continua a leggere

New Order

Noi siamo Infinito. Era il titolo di un film, di un libro. E’ così? Lo sa, tutta quanta la mia generazione. Ne dubita. Lo spera. Cerca quell’attimo, quella frazione di secondo in cui allargare le braccia – tra la musica e l’ebrezza di una pista ghermita da ragazzi che sa vivere la sua stessa vita – e dentro al quale … Continua a leggere

Jack Kerouac

A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.

Josè Saramago

Chiamarti rosa, aurora, acqua fluente, cos’è se non parole raccattate tra i rifiuti d’altre lingue, d’altre bocche? I misteri non sono quel che sembrano o non riescono a dirli le parole: nello spazio profondo, stelle poche.

TRE NOBEL PART II – A Londra

Arrivo nella City of London alle ore 17.35. Il volo è stato l’incubo da digestione pesante di ogni viaggiatore: due ore di scossoni, vuoti d’aria e i piagnistei intermittenti di un poppante colitico; le hostess che mi sorridono come se fossi condannato all’iniezione letale, le botte nello schienale dalle ginocchia del passeggero della fila dietro e un atterraggio meno morbido … Continua a leggere

TRE NOBEL

Lo sapevo che questa storia sarebbe stata un casino. Il Pollo me l’aveva detto, e lui di queste cose ne sa, anche meglio del sottoscritto. Sono uscito di casa verso le nove e mezzo per bere una birretta e fare due parole con gli amici pensando a questa cosa, e fuori c’era un freddo cane, di quelli che ti ghiacciano … Continua a leggere

Pioggia

Anziani dietro alle tue spalle di uomo. Le chiacchiere della buona domenica, i sorrisi partecipi tra il rumoreggiare delle auto di fianco al nostro abbraccio. Chissà che pensano di due giovani che si tengono? La tua bocca che mi trova, il tuo viso davanti e la pioggia sulla mia fronte.

Ognissanti

Era la festa di Ognissanti, ed era tornata nel suo paese d’origine a trovare sua madre per pranzo. Avevano mangiato spaghetti con sugo di carne, polpette, patate al forno ed il dolce pugliese che aveva imparato a fare dalla nonna, il vino dei morti. Nel tardo pomeriggio era uscita con una scusa qualsiasi, per fare due passi e prendere una … Continua a leggere

Serendipità

Mentre fuori quasi albeggia ed il rumoreggiare della pioggia mi fa compagnia con il ricordo di te, io mi sento strana io mi sento a casa. In che sogni mi hai sognato, in che paesi lontani hai sbrogliato il tuo filo dorato. E quanto è lungo il tuo complesso dipanare che è giunto fino a me intatto, inviolato. Ti aspetto … Continua a leggere

Macerie

Sta pensando che non dovrebbe più tornare a smuovere certe acque, ma quello che riaffiora è ancora talmente bello che non riesce veramente a resistere alla tentazione. Stasera è tornata a mangiare in quel locale e finalmente (dopo diversi mesi da che l’ha visto l’ultima volta) ha ordinato il piatto che le aveva consigliato. Era del riso nero con gamberi … Continua a leggere

Il bracciale

Quanto misura la giusta distanza dalle cose per arrestare il battito ambiguo di un cuore empatico? Sulle banchine della stazione vige l’imperativo categorico di tenere gli occhi fissi sulle scarpe, il corpo lontano dai corpi e un’espressione di scudo e distacco dall’invadenza pruriginosa di certi sguardi. La tirannia del più debole -questa cattiveria pratica, il suono melenso di un’idiozia, la … Continua a leggere

Profumo

Anche se non ti guardo, io sto pensando a te. Spio con la coda dell’occhio il tuo profilo al tavolo di questi amici festosi, dove non ti mescoli e osservi pacato il ritmo di gesti sconosciuti, chiuso, con le spalle strette come fossero pronte ad incassare un colpo. Ho questa immagine di te, chino sulla balaustra del locale: le dita … Continua a leggere

L’onda

Bisogna fingere il distacco e la distanza dalle cose per non venirne travolti come durante una tempesta nel mezzo dell’oceano. C’è chi ha paura del turbinio delle onde e dei temporali, -della natura che s’incazza e ti soverchia- e della profondità dell’acqua. Io no anche se mi vedo arrivare incontro l’onda da lontano che di lì a pochi istanti mi … Continua a leggere

Febbraio

La primavera a febbraio è come l’inganno d’amore di una lucida puttana: questo lirico cielo da impressionisti, l’ostinazione di un giorno che non vuole smettere di accadere, i miei capelli mossi da una brezza di profumi fragranti. Tutti e cinque i sensi mi invitano a sdraiarmi sopra all’erba e sotto ad una coperta e a smettere di contare. Non ci … Continua a leggere

Colibrì

Sto pensando al tempo, e sto pensando allo spazio. A quel punto preciso in cui l’ala di un aereo sospeso nell’azzurro indaco fende particelle di luce ed aria rarefatta. A quella frazione di secondo che mi riporta all’immagine di un minuscolo uccello -che fende l’aria con le ali ottanta volte durante un solo battito di ciglia- sospeso sopra ad un … Continua a leggere