Colibrì

Sto pensando al tempo, e sto pensando allo spazio.

A quel punto preciso in cui l’ala di un aereo

sospeso nell’azzurro indaco

fende particelle di luce ed aria rarefatta.

A quella frazione di secondo che mi riporta all’immagine di un minuscolo uccello

-che fende l’aria con le ali ottanta volte

durante un solo battito di ciglia-

sospeso sopra ad un ramo fiorito

di fianco alla pietra di un focolare.

Per il momento tutto tace, come se il tempo stesso fosse in attesa di una svolta

curioso di vedere cosa accadrà.

Più tardi credo che il mio corpo non si preoccuperà di svegliarmi

mentre la luna sta tramontando.

Non ci sarà un trillo silenzioso che mi spingerà a cercare le sue parole al buio

solo per potermi confermare

che nonostante l’alienazione di tempo e di spazio

lui continua ad esistere.

Più tardi credo che quella spiaggia ne sentirà la mancanza:

il segno delle orme lasciate dalla sua corsa,

l’intensità lucida del suo sguardo sul sole che muore,

il ritmo del suo respiro che decelera e si adegua a quello delle onde sulla battigia.

Più tardi credo che il suo letto si frangerà di non ospitare quel calore cocente,

un arrossarsi sorpreso,

l’eccitazione smaniosa.

Nel frattempo io vivo nel mio corpo come dentro la roccaforte di un alleato

in una solitudine tranquilla

consapevole che deve diventare notte e giorno

e ancora notte e giorno

e notte

prima di un assedio, o prima dell’apparizione di una manciata di colombe

che spiccano il volo dal cilindro del prestigiatore.

Colibrìultima modifica: 2017-02-05T21:17:17+01:00da rossololita5
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