Il bracciale

Quanto misura la giusta distanza dalle cose per arrestare il battito ambiguo di un cuore empatico? Sulle banchine della stazione vige l’imperativo categorico di tenere gli occhi fissi sulle scarpe, il corpo lontano dai corpi e un’espressione di scudo e distacco dall’invadenza pruriginosa di certi sguardi. La tirannia del più debole -questa cattiveria pratica, il suono melenso di un’idiozia, la … Continua a leggere

Profumo

Anche se non ti guardo, io sto pensando a te. Spio con la coda dell’occhio il tuo profilo al tavolo di questi amici festosi, dove non ti mescoli e osservi pacato il ritmo di gesti sconosciuti, chiuso, con le spalle strette come fossero pronte ad incassare un colpo. Ho questa immagine di te, chino sulla balaustra del locale: le dita … Continua a leggere

L’onda

Bisogna fingere il distacco e la distanza dalle cose per non venirne travolti come durante una tempesta nel mezzo dell’oceano. C’è chi ha paura del turbinio delle onde e dei temporali, -della natura che s’incazza e ti soverchia- e della profondità dell’acqua. Io no anche se mi vedo arrivare incontro l’onda da lontano che di lì a pochi istanti mi … Continua a leggere

Febbraio

La primavera a febbraio è come l’inganno d’amore di una lucida puttana: questo lirico cielo da impressionisti, l’ostinazione di un giorno che non vuole smettere di accadere, i miei capelli mossi da una brezza di profumi fragranti. Tutti e cinque i sensi mi invitano a sdraiarmi sopra all’erba e sotto ad una coperta e a smettere di contare. Non ci … Continua a leggere

Colibrì

Sto pensando al tempo, e sto pensando allo spazio. A quel punto preciso in cui l’ala di un aereo sospeso nell’azzurro indaco fende particelle di luce ed aria rarefatta. A quella frazione di secondo che mi riporta all’immagine di un minuscolo uccello -che fende l’aria con le ali ottanta volte durante un solo battito di ciglia- sospeso sopra ad un … Continua a leggere

Giunchiglie

Ho un mazzo di parole in mano, tenute insieme da un nastro di seta; come il bouquet della sposa il giorno delle nozze. Sono giallo canarino, verde mela, rosso Valentino, blu cobalto, azzurro indaco, viola ciclamino. Serve disporle accuratamente, scegliendone una alla volta, una ad una. Se le mettessi per iscritto, verticalmente, non resisterebbero alla tentazione di sviluppare istantaneamente un … Continua a leggere

Fotografie

Chi è che conosce davvero l’autunno? Ci sono i colori delle foglie: quel giallo e oro e arancio, ed il rumore secco che fanno sotto alle scarpe. L’aria gelida sulla faccia, il preludio della neve di montagna, il cielo indaco e algido, le castagne nel riccio che affollano e insozzano l’asfalto. L’altra sera è sorta una luna immensa e terribile, … Continua a leggere

Il carrello

Oggi mi sono svegliata presto. Ho preso la metro e sono andata in ufficio. Mi piace molto andare al lavoro il sabato mattina: c’è meno traffico di automobili per le strade ed il senso di stanchezza causato dalle poche ore di sonno  di cui sono riuscita a godere dopo un venerdì sera movimentato, mi illanguidisce e rende vigile allo stesso … Continua a leggere

La fine dell’amore

Qualcuno ha detto: le emozioni sono contagiose. Talvolta mi sembra che sia arrivata la fine dell’amore. Qual è la canzone che ami di più? Il film, la città, il tuo colore preferito? Sei del cancro, e non hai fatto nulla come: scrivere uno dei sette volumi de la Recherche; non hai mandato alla ghigliottina una delle tue sei mogli; non sei … Continua a leggere

La Giostra

Certe strade sono dritte e noiose, con il loro asfalto liscio e la successione di lampioni identici ad illuminarne il percorso. Altre non hanno sbocchi; portano a zone cieche, costringendoti ad arrestarti o come minimo a fare dietrofront per rimediare un’alternativa. La maggior parte sono dedali infiniti, piene di curve, rotatorie, salite, discese, sottopassi, passaggi a livello, buche e dossi … Continua a leggere

Haruki Murakami

“Forse per il fatto che ho aspettato tanto a lungo, io cerco qualcosa di assolutamente perfetto. Perciò non è facile”. “Un amore perfetto?” “No, nemmeno io aspiro a tanto. Mi basterebbe poter fare i capricci. Questa perfetta libertà.”

Sylvia Plath

Frustrata? Sì. Perché non posso essere Dio – o la donna-uomo universale – o una qualsiasi cosa che conti. Io sono quello che provo, penso e faccio. Voglio esprimere il mio essere con tutta la pienezza possibile perché da qualche parte ho scovato l’idea di poter dare un senso alla mia esistenza in questo modo. Ma se devo esprimere ciò … Continua a leggere

L’acqua nella mano aperta

E’ qualcosa che scivola via. Come uno sguardo sfuggente o una sottana di seta lungo i fianchi. E’ un pensiero che mi abbandona come l’acqua la mano aperta come la mente che s’addormenta tra le lenzuola del sonno. Tengo gli occhi fissi sul viso di lei che sembra una canzone da fischiettare mentre si percorre una strada soleggiata. Tengo tutto … Continua a leggere

(Da) Lontano

Quando ti penso, a cosa penso? Cosa mi viene in mente? Al principio la bocca. Le tue guance da adolescente pallido. Gli occhi. I capelli. No, le guance vengono dopo. E per ultima la voce. Forse mi viene in mente quel modo che hai di arrivare. Penso di averti sempre visto arrivare da lontano, con quella camminata da uomo alto, … Continua a leggere

Ezra Pound

Venivi innanzi uscendo dalla notte recavi fiori in mano ora uscirai fuori da una folla confusa, da un tumulto di parole intorno a te. Io che ti avevo veduta fra le cose prime mi adirai quando sentii dire il tuo nome in luoghi volgari. Avrei voluto che le onde fredde sulla mia mente fluttuassero e che il mondo inaridisse come … Continua a leggere

La Montagna

Guardo una montagna dal basso verso l’alto, mentre il sole tramonta sul lago. E’ trascorsa una giornata in cui il cielo è stato terso e azzurro e l’aria immota, fredda e tagliente come la lama di un coltello. L’oggi muore in un tripudio di luce dorata, in un bagliore grandioso, esplosivo come le note finali di un concerto prima che … Continua a leggere

Macchie d’Inchiostro

Sono le ombre scure che hai attorno agli occhi, l’arabesco sulle dita e quella sfumatura di sigaretta. Ti confessi chiuso in un torpido guscio di noce in un amore segreto come il sogno delle mosche. Mi racconti di un pensiero rosso sul cavalcavia della convalescenza, la presenza di una musa con capelli acconciati in rima. Ci sono macchie d’inchiostro sulla … Continua a leggere

Un uomo

Voglio scrivere di te di quel capello stanco dell’occhio aperto e il sopracciglio arcuato. Hai una maschera bianca di quiete sulla fronte un ventre molle rigonfio di speranza. Ti porti appresso un paio di spalle che fanno a spallate contro ai muri delle chiese una voce ancestrale di lingua muta che pronuncia balbettando troppi nomi di donna. Le tue mani … Continua a leggere