Profumo

Anche se non ti guardo, io sto pensando a te. Spio con la coda dell’occhio il tuo profilo al tavolo di questi amici festosi, dove non ti mescoli e osservi pacato il ritmo di gesti sconosciuti, chiuso, con le spalle strette come fossero pronte ad incassare un colpo.

Ho questa immagine di te, chino sulla balaustra del locale: le dita intrecciate e lo sguardo perso sulla folla sotto ai nostri piedi. Non so cosa ti stia passando per la testa; la musica non ti tocca, sembri avvolto dal silenzio. Come quel silenzio denso e alieno dentro a cui permani, disteso supino a faccia dritta nel mio letto. C’è qualcosa di più angosciante di un paio di occhi che sembrano non vederti?

Stamattina, ancora assonnato, mi ha tenuta stretta. Pelle nuda contro pelle e mi pareva ci fosse un filo che partiva da te, dal tuo petto caldo per legarsi al mio. Non ho detto niente perché quando siamo sdraiati le parole sembrano morirmi sulle labbra, tanto da non riuscire nemmeno ad augurarti la buonanotte.

Mi dico di restarmene zitta e buona, perchè ci sono zone di quiete o tempesta immobile, stagni d’acqua cheta, dove un sasso lanciato non ha modo di toccare il fondo.

Poi camminiamo. Ci si perde in queste vie familiari che diventano l’itinerario ignoto e turistico delle ferie assolate con le mani nella tua tasca calda, un bacio da cartolina da perfetti innamorati ad ogni angolo di strada -al posteggio delle biciclette, all’uscita di quel bar che frequento così spesso, di fronte ad una fermata dove ho aspettato l’autobus per anni- e ho l’impressione di non essere nella mia città, ma chissà dove.

Abbiamo parlato di Venezia e annusato la fragranza invitante dei pranzi della domenica (casoncelli al burro versato, spiedo con polenta, patate arrosto) e ho avuto nostalgia della mia casa materna con la tavola apparecchiata con cura: la tovaglia immacolata, i tovaglioli di stoffa con un fiore ricamato, le posate pesanti di argento, i bicchieri di cristallo.

Ci salutiamo davanti alla porta, contro ad un cancello che deve sorreggere il peso di due corpi.

A tarda sera mi scrivi che senti ovunque il mio profumo anche se non sai da dove arriva ed io rispondo che il pensiero di te mi ha seguito per tutto il tempo, come quel profumo, come il motivo di una canzone che non puoi fare a meno di canticchiare.

 

Profumoultima modifica: 2017-03-05T23:02:33+01:00da rossololita5
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