L’onda

Bisogna fingere il distacco e la distanza dalle cose

per non venirne travolti come durante una tempesta

nel mezzo dell’oceano.

C’è chi ha paura del turbinio delle onde e dei temporali,

-della natura che s’incazza e ti soverchia-

e della profondità dell’acqua.

Io no

anche se mi vedo arrivare incontro l’onda da lontano

che di lì a pochi istanti

mi si abbatterà contro al viso come un freddo schiaffo,

con il suo oscuro rombo di morte.

Sono in grado di mettermi nuda davanti ad uno specchio

e a non battere i denti dal freddo?

A non coprire con la mano una cicatrice,

a tenere aperti gli occhi?

Abbiamo passeggiato davanti a reperti bianchi

imbellettati dalle frasi in corsivo di un Maestro grafomane;

qua è là ho colto qualche parola: la mia donna. Di gloria. E d’oro.

Mi sono lasciata pervadere i sensi dall’eccitazione e dall’ansia:

ti ho stretto la mano, il fianco, e sfiorato la guancia fredda

con un bacio.

Avrei voluto nascondermi e sparire

tra la tua nuca, il profumo ed i tuoi capelli.

C’era il quadro di una Madonna,

-non vergine ed impura-

che suonava un organo con addosso la tunica bianca della Musa.

Sono balzata in piedi dal tavolo di un bar

per chiedere una tregua,

percorsa da un brivido che è corso giù lungo la schiena

e mi ha attraversato lo stomaco

come una scossa sismica.

Chiedo scusa per quello che faccio

ma per quanto mi stia preparando all’arrivo di quell’onda,

non so veramente cosa io stia facendo.

L’ondaultima modifica: 2017-02-19T23:28:17+01:00da rossololita5
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